Skip to main content

Dienigo di condono: quando il parere della Sovrintendenza è illegittimo

22
Gen, 2025

Recentemente il Tar Salerno con la sentenza n. 2432/2024 si è soffermato sulla valenza e sui limiti del parere della Sovrintendenza nell’ambito del procedimento di condono edilizio

La vicenda

Nel caso di specie una domanda di condono era stata respinta sulla scorta del parere negativo dell’Autorità preposta al vincolo che però, a detta del privato richiedente, si soffermava su considerazioni attinenti ai profili urbanistico-edilizi non di competenza della Sovrintendenza stessa, quanto bensì dell’autorità comunale. Di qui il ricorso al Tar.

La sentenza

Ebbene i giudici amministrativi dopo aver sottolineato che ““il condono delle opere eseguite su aree sottoposte a vincolo, il potere consultivo di cui all’art. 32 della L. n. 47 del 1985 ha ad oggetto non un immobile ancora da realizzare, per come fisiologicamente previsto dall’art. 146 del D.lgs. n. 42 del 2004, ma un’opera edilizia, preesistente, realizzata sine titulo, della quale la Soprintendenza è tenuta a valutare la compatibilità paesaggistica” e che “La valutazione di compatibilità paesaggistica postuma, avendo ad oggetto opere abusive, ex se contrastanti con le previsioni urbanistico-edilizie comunali e che, come tali, hanno già, in qualche misura, inciso sul bene giuridico “paesaggio”, presuppone l’attuazione di un’istruttoria ponderata e puntuale, compendiata in adeguato corredo motivazionale, finalizzata ad accertare se, specie a fronte di interventi edilizi datati, gli stessi possano ritenersi compatibili con il contesto circostante, per come modificatosi nel tempo e, quindi, per come appare all’Amministrazione nel momento dell’esercizio del potere” ha riconosciuto le ragioni del ricorrente annullando il provvedimento impugnato.

Infatti, nel caso di specie il parere negativo della Sovrintendenza era stato motivato in base ad una asserita mutazione delle caratteristiche strutturali, morfologiche e dimensionali dell’edificio successiva alla proposizione delle domande di condono edilizio.

Ciò posto, il Tar adito ha sentenziato che il potere di sorveglianza urbanistico-edilizia e la competente all’istruttoria della domanda di condono sotto il profilo urbanistico-edilizio è demandata dalla legge all’autorità comunale e non alla Sovrintendenza che avrebbe dovuto al più valutare la compatibilità con i vincoli paesaggistici delle opere abusive, al fine di esprimere il parere vincolante al riguardo.

Il diniego di condono è stato così annullato.

Vuoi saperne di più su condono edilizio e autorizzazione paesaggistica? CONTATTA LO STUDIO