Ordinanza Malamovida Roma Capitale

Il 29 aprile 2022 Roma Capitale ha adottato un’altra ordinanza “contingibile ed urgente” per regolare la movida o meglio per contrastare il fenomeno della “malamovida”.

Per “Malamovida” deve intendersi la concentrazione in alcune aree urbane di comportamenti ascrivibili a schiamazzi notturni, ubriachezza molesta ed imbrattamento.

Per contrastare tale fenomeno e gli assembramenti ad esso connessi, Roma Capitale ha adottato una serie di ordinanze contingibili ed urgenti.

L’ultimo di tali atti era stato sospeso in parte dal Consiglio di Stato, perché eccessivamente limitativo della libertà di impresa.

Ordinanza Malamovida Roma Capitale

Roma Capitale con l’ordinanza del 29 aprile 2022, partendo dalla decisione del Consiglio di Stato, Roma ha adottato una nuova ordinanza contingibile ed urgente.

Questa volta, viene consentita la somministrazione di alimenti e bevande, se praticata all’interno dei locali commerciali.

Non è, invece, consentita la vendita – e l’asporto – dei prodotti alcolici.

Tuttavia prescindendo dal merito del provvedimento in commento, l’adozione di ordinanze contingibili ed urgenti, una dopo l’altra, senza soluzione di continuità, denota la sostanziale incapacità della p.a. di risolvere problemi.

Come è stato più volte chiarito in giurisprudenza,

“presupposto per l’adozione dell’ordinanza extra ordinem è il pericolo per l’incolumità pubblica dotato del carattere di eccezionalità tale da rendere indispensabile interventi immediati ed indilazionabili”

TAR Mi, 19 novembre 2021, n. 2568

Ma nel momento in cui il problema originativo di ordinanza contingibile ed urgente è noto (da anni), non vi è alcuno spazio per continuare a proporre tale strumento.

Malamovida ed occupazione di suolo pubblico.

Nel caso di specie, l’ordinanza da ultimo adottata sembra quasi un’abdicazione al canone della logicità dell’azione amministrativa.

Seppur ripetendo la giurisprudenza (cautelare) del Consiglio di Stato (ord. 22 aprile 2022, n. 1853), la nuova ordinanza consente la somministrazione in fascia notturna, purché non effettuata sulla pubblica via.

Questa soluzione dovrebbe – secondo il Consiglio di Stato – consentire di evitare assembramenti.

In realtà il provvedimento è discriminante a favore dei locali che possono contare su di una superficie commerciale più estesa (e magari anche di spazi aperti).

La decisione del Consiglio di Stato richiamata nella nuova ordinanza argina il problema della malamovida, ma certamente non lo risolve.

D’altronde, non è compito del Consiglio di Stato (tantomeno in fase cautelare) regolamentare il commercio in fascia notturna di alimenti e bevande.

E’, quindi, auspicabile che l’amministrazione si riprenda il suo ruolo regolatorio ed adotti più consoni ed organici provvedimenti.

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