Quando un Tweet può costar caro..

Un recente caso affrontato dallo Studio Legale riporta alla luce la necessità di tenere una condotta moderata anche quando ci si raffronta sui ccdd social network onde evitare spiacevoli sorprese in chiave di condanna la risarcimento del danno..

Ebbene nel caso di specie un concorrente a un reality show si è rivolto allo studio per ottenere una tutela legale asserendo di aver subito nel corso della trasmissione una serie di insulti via Twitter da parte di un giornalista di un noto quotidiano nazionale.

Si è quindi adito il giudice civile al fine di ottenere il giusto risarcimento per il danno alla reputazione e all’onore causato dalla diffusione degli insulti in rete.

La Corte capitolina ha condannato il convenuto al risarcimento del danno statuendo che “le affermazioni oggettivamente offensive e la palese denigrazione dell’attore, si risolvono in un giudizio personale, offensivo e denigratorio del soggetto, suscettibile di fornire un immagine distorta, al di fuori di alcuna dinamica critica, socialmente utile o eticamente accettabile.

L’esercizio del diritto di critica è previsto e tutelato dall’art. 21 della Costituzione.

La giurisprudenza ha indicato, con un indirizzo ormai consolidato i limiti dell’esercizio del diritto al fine di coordinare la tutela del soggetto destinatari dei commenti all’esigenza di tutela del pensiero: verità oggettiva o putativa dei fatti riferiti; rilevanza sociale o politica della vicenda; commento che deve essere obiettivo sereno e non travalicare i limiti espressivi civili”.

I Tweet ingiuriosi sono stati riconosciuti come non coperti da un legittimo esercizio del diritto di critica (o di cronaca) e l’autore è stato condannato al risarcimento del danno oltre che alla refusione delle spese legali sostenute.

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