Aspetti legali del co-branding
06
Ott, 2018
Il co-branding è una prassi commerciale solitamente posta in essere da imprese di settori merceologici differenti, al fine di condividere azioni di marketing.
Il marketing, secondo una definizione classica, è l’insieme degli strumenti che consentono ad una impresa di raggiungere obiettivi di mercato, basandosi sulla strategia delle “4 P”: prodotto (Product), prezzo (Price), distribuzione (Place) e comunicazione commerciale (Promotion).
Oggi il marketing è diventato anche “altro”; si è passati dal “marketing della produzione” al “marketing orientato al cliente”. Il tutto, peraltro, filtrato da diverse “declinazioni”, a seconda di come e dove e per chi vengono svolte tali attività di marketing (content-marketing, web-marketing, permission-marketing, ninja-marketing, personal-marketing, ecc., ecc.).
Chiarito che oggi, per “marketing”, non si intende più una metodologia univoca, può analizzarsi il concetto di “co-marketing” o “marketing collaborativo”. Fondamentalmente, questo consiste in una o più attività svolte congiuntamente da una o più imprese del medesimo o di diversi settori merceologici, per raggiungere una o più delle finalità del marketing.
Il co-branding è un tipo particolare di co-marketing che ricorre quando due o più marchi noti (o meno noti) realizzano congiuntamente un unico prodotto o vengono congiuntamente commercializzati, mediante azioni comuni di marketing.
Si parla di:
- product-based co-branding quando, ad esempio, due o più prodotti vengono venduti in un’unica confezione (ad es.: dentifricio e spazzolino) oppure quando due o più prodotti vengono combinati insieme per creare un prodotto nuovo (ad es.: il Philadelfia al cioccolato Milka).
- communication-based co-branding quando due o più marchi sono accostati a livello pubblicitario oppure quando collaborano a livello promozionale per generare vendite aggiuntive (ad es.: Calfort è l’anticalcare per “le migliori marche di lavatrici”).