Agriturismo in Italia: normativa e competenze istituzionali

Il settore dell’agriturismo è in fase di crescita, a livello di mercato. Le presenze straniere sono in aumento, le specializzazioni e le possibilità di differenziazione sono diverse. Ma quali sono le competenze istituzionali?

La Legge 20 febbraio 2006, n. 96 è la normativa statale fondamentale in materia di agriturismo. Detta legge definisce l’attività di “agriturismo” ed i principi generali. Le Regioni adottano leggi e normative di carattere locale.

A livello nazionale, la legge quadro ha istituito, sin dal 2009, l’Osservatorio nazionale sull’agriturismo, il cui compito è quello di monitorare l’andamento del settore, di dare informazioni in merito alle sue potenzialità e di produrre studi su specifici argomenti.

Da un punto di vista oggettivo, si definisce “agriturismo”  il complesso delle attività di ricezione e di ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile, anche nella forma di società, attraverso l’utilizzazione della propria azienda. Possono essere addetti allo svolgimento dell’attività agrituristica l’imprenditore agricolo e i suoi familiari ai sensi dell’articolo 230-bis del codice civile, nonché i lavoratori dipendenti a tempo determinato.

Sono attività agrituristiche tipiche dare ospitalità, somministrare pasti e bevande costituiti da prodotti propri (prodotti tipici o a marchio DOP, IGP, IGT, DOC e DOCG o compresi nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, effettuare degustazioni di prodotti aziendali, organizzare attività ricreative, culturali, didattiche, di pratica sportiva, escursionistiche e di ippoturismo.

Si ha agriturismo se le attività sopra dette sono svolte facendo leva con uno stretto rapporto di connessione alle attività di coltivazione, di silvicoltura o di allevamento proprie del settore agricolo. In presenza di simili fattori, le attività ed i ricavi derivanti dalle stesse sono considerati “agricoli” a livello fiscale e i dipendenti delle imprese che le esercitano sono considerati come lavoratori agricoli a fini previdenziali.

Quanto alle prospettive di mercato, l’ultimo report dell’Osservatorio, curato da ISMEA (maggio/giugno 2018), ha analizzato il rapporto tra agriturismo e quattro potenzialmente connessi: il cicloturismo, il turismo per minori, il turismo “business” ed il turismo enogastronomico.

Dal rapporto ISMEA emerge una grande potenzialità del settore (che, anche per il 2018, confermerà il trend in crescita e la forte attraenza delle presenze estere) in tutti e quattro i sottosettori di mercato sopra menzionati.

Tuttavia, la carenza di comunicazione di buone pratiche e la scarsa propensione alla diversificazione degli operatori ancora frena le potenzialità di sviluppo dell’offerta italiana, che, invece, potrebbe collocarsi tra i più importanti attori del panorama europeo.

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