Bandi di gara: Interpretazioni clausole ambigue

Un contenzioso nato intorno ad una  gara bandita da alcune amministrazioni comunali per l’affidamento del servizio di igiene integrata dei rifiuti urbani ha offerto l’opportunità al Consiglio di Stato di fornire opportune precisazioni in ordine all’interpretazioni dei bandi di gara.

I giudici amministrativi richiamano la consolidata giurisprudenza secondo la quale di fronte ad clausole ambigue e quindi ad una incertezza interpretativa l’interprete deve utilizzare le stesse regole dettate dall’art. 1362 cc per l’interpretazione dei contratti.

 Più nel dettaglio si afferma “Sebbene si ritenga che, in specie nell’interpretazione dei bandi di gara, assuma carattere preminente la regola collegata all’interpretazione letterale -con esclusione di ogni ulteriore procedimento ermeneutico in caso di clausole assolutamente chiare (così Cons. Stato, V, 12 settembre 2017, n. 4307); tuttavia, non è in discussione che, in caso di omissioni od ambiguità delle singole clausole, sia necessario fare ricorso ad altri canoni ermeneutici, tra cui rilevano quelli dettati dall’art. 1363 cod. civ (dell’interpretazione complessiva delle clausole, le une per mezzo delle altre: cfr., di recente Cons. Stato, VI, 24 settembre 2019, n. 6378) e dall’art. 1367 cod. civ. (che, in ossequio al principio di conservazione degli atti giuridici, nel dubbio impone di seguire l’interpretazione che consente di mantenerne gli effetti, piuttosto che quella che ne determini la privazione: cfr., di recente Cons. Stato, V, 27 dicembre 2019, n. 8820); con la precisazione che, in materia di procedure di gara ad evidenza pubblica, va garantito il principio del favor partecipationis secondo il quale, in caso di clausole del bando ambigue o dubbie, occorre privilegiare l’esegesi che estende, per quanto possibile, la platea dei partecipanti alla gara, piuttosto che optare per una soluzione ermeneutica restrittiva della partecipazione, al fine di realizzare l’interesse dell’amministrazione alla selezione della migliore offerta presentata tra quelle concorrenti (Cons. Stato, V, 5 ottobre 2017, n. 4640, richiamata da ultimo da Cons. Stato, V, 16 dicembre 2019, n. 8517).”

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