Richiesta di rilascio del certificato di destinazione urbanistica. Cosa deve fare il privato se il Comune non risponde?

Accade non di rado che le Pubbliche amministrazioni non siano sollecite nel fornire al cittadino i documenti e gli atti richiesti.

A fronte di queste inadempienze il privato si interroga su quale possa essere lo strumento più adatto per ottenere quanto desiderato.

Questo breve articolo si preoccupa di fornire risposta all’interrogativo di cui sopra con riguardo alla richiesta di rilascio del certificato di destinazione urbanistica.

Preliminarmente è necessario considerare che il certificato di destinazione urbanistica, pur rientrando nella categoria degli atti di certificazione redatti da pubblico ufficiale e non avendo, pertanto, natura provvedimentale ma dichiarativa di situazioni giuridiche già esistenti, costituisce comunque un atto amministrativo di manifestazione del potere certificativo della pubblica autorità, cui sono ricollegabili posizioni di interesse legittimo in capo ai privati richiedenti la certificazione e correlativi obblighi di “provvedere” in capo all’amministrazione, da intendere, questi ultimi, evidentemente in senso lato come obblighi di pronunciamento espresso.

Peraltro, nella presente materia, l’obbligo dell’amministrazione di pronunciarsi in maniera espressa sull’istanza del privato assume ancora maggiore consistenza a cagione dell’indispensabilità del certificato di destinazione urbanistica ai fini della regolare stipula (o sanatoria) degli atti di compravendita di terreni, come si evince dalla piana lettura dell’art. 30, commi 2 e ss., del d.P.R. n. 380/2001: infatti tale normativa, rimettendo al libero apprezzamento dell’interessato la possibilità di produrre, in alternativa, la dichiarazione sostitutiva del certificato non emesso, non esclude che costui possa insistere nel pretendere il rilascio della più attendibile certificazione urbanistica comunale.

Sussiste quindi l’obbligo dell’amministrazione comunale di provvedere in merito all’istanza di rilascio del certificato in questione, concludendo il relativo procedimento mediante un atto espresso e motivato, in applicazione degli artt. 2 e 3 della legge n. 241/1990.

Qualora tale obbligo venga disatteso, il cittadino potrà quindi avvalersi del rimedio previsto dal combinato disposto degli artt. 31 e 117 del codice del processo amministrativo e chiedere al giudice di ordinare al Comune il rilascio del suddetto certificato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.