Concessioni demaniali: decadenze e tempistiche nelle richieste cautelari

Le vicende che coinvolgono le concessioni balneari sono al centro delle attenzioni mediatiche visto che alle annose problematiche legate al rinnovo delle stesse  si sono aggiunte quelle legate al COVID 19.

Sempre più spesso quindi i concessionari si troveranno nella condizione di richiedere la tutela del giudice amministrativo avverso atti che si pretendono lesivi dei loro diritti o interessi legittimi.

Questo scritto, richiamando una ordinanza del TAR Lazio Roma (n. 5128/2017), si propone di analizzare un aspetto di primaria importanza spesso sottovalutato nella proposizione del ricorso amministrativo: la tempistica nella richiesta della misura cautelare

La vicenda processuale

Un concessionario, destinatario di un atto di decadenza della concessione demaniale marittima, aveva proposta istanza di misure cautelari monocratiche ex art. 56 CPA.

La vicenda è caratterizzata da una particolare scansione temporale infatti il ricorrente aveva provveduto a notificare e a depositare il suddetto ricorso nell’ultimo giorno utile ai sensi degli artt. 29 e 45 cpa.

La risposta del TAR

 A fronte di tale contegno processuale i giudici amministrativi non hanno ritenuto di accogliere le richieste di misure cautelari ante causam in quanto il ricorrente avrebbe posto in essere “un comportamento processuale che – oltre a determinare l’instaurazione del giudizio a stagione ormai conclusa – si pone in contrasto con il carattere di urgenza della tutela cautelare richiesta”.

Si è quindi evidenziato nuovamente come, per vedersi concessa la misura cautelare richiesta, il ricorrente abbia l’onere di proporre prontamente la domanda cautelare in quanto il contegno processuale della parte rimane pur sempre un elemento oggetto dello scrutinio del giudice.

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